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Sergio Marchionne, perché lo scandalo Volkswagen lo fa godere

Lucia Esposito
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Lo scandalo Dieselgate sta scatenando un terremoto nel mondo dell'auto. Prima di tutto, Suzuki ha interrotto la collaborazione cone  Volkswagen per le auto elettriche e ha venduto l 1,5% del colosso di Wolfsburg a Porsche, che sale così al 52% di Vw. La casa giapponese - come spiega il Giorno - ha annunciato per il trimestre in corso un profitto straordinario di 36,7 miliardi di yen, pari a 270 milioni di euro: potrebbe essere questa la cifra pagata da Porsche per rilevare la partecipazione. Lo scenario - Ma il terremoto in Volkswagen potrebbe rivelarsi una manna per Sergio Marchionne che da mesi sostiene che le case automobilistiche spendono troppo per sviluppare diverse versioni della stessa tecnologia, come i controlli per le emissioni e di sicurezza, mentre i costi potrebbero essere ridotti con fusioni e acquisizioni. Costi che sono destinati a crescere con le norme sulle emissioni. La tesi è semplice: le fusioni sono l'unica strada per ridurre i costi. General Motors continua a non cedere alle avances di Marchionne, così come Toyota. Ma chissà che dopo lo scandalo che ha travolto Volkswagen non cambi qualcosa. Nei piani di Marchionne c'è ovviamente Volkswagen, ma anche Honda e Mazda. Per quanto riguarda Psa Peugeot-Citroen, l' ad di Fiat Chrysler ha sempre detto che l' alleanza con la casa francese non è il suo primo obiettivo e che preferirebbe una fusione con un gruppo più grande per avere un maggiore ritorno sul fronte del contenimento dei costi per gli investimenti.

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