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Toscana: Bugli, in politica economica possibile nuovi confronti (2)

domenica 20 ottobre 2013
Toscana: Bugli, in politica economica possibile nuovi confronti (2)

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(Adnkronos) - In precedenza nel dibattito in aula era intervenuta Marta Gazzarri, capogruppo Idv, che ha esordito facendo una distinzione “fra la cultura liberista e quella liberale”, affermando che “le due cose non sono uguali” e che “in Italia purtroppo abbiamo avuto una cultura liberista”. Sul documento, invece, Gazzarri ha espresso un “giudizio positivo”, perché “la logica che lo sottintende è quella che ci permette di continuare a stare nelle posizioni più alte nella graduatoria del benessere in Italia”. Secondo Gazzarri, infatti, “nonostante la crisi, che ha aumentato la forbice delle ingiustizie sociali e della disuguaglianza, alimentando anche una certa sfiducia nella politica e nelle istituzioni, la nostra Regione negli ultimi anni ha fatto scelte importanti per i giovani, per le imprese e la coesione sociale”. Gazzarri ha quindi sottolineato: “Siamo tuttavia consapevoli che serve fare di più e ci adopereremo affinché la Toscana impegni risorse anche comunitarie per aumentare la ripresa economica”. Gabriele Chiurli, consiglire del gruppo misto, ha commentato: “Le priorità sono le stesse da sempre. Oggi abbiamo scoperto che le priorità della Regione non sono cambiate di una virgola. Le strade da completare sono le stesse, così come le ricette per far crescere e consolidare le imprese, che fin qui si sono rivelate tutt’altro che efficaci”. Chiurli ha quindi menzionato il “caso Massa Carrara”, precisando che “in tre anni abbiamo fatto tre atti, con il risultato che sono passati anni di stallo per centinaia di ex lavoratori ormai fuori da qualsiasi ammortizzatore sociale”. E ha aggiunto: “Si parla di proseguire nell’attività di attrazione degli investimenti stranieri. Ma di quali investimenti parliamo? Non c’è uno straccio di dato su questo. Parliamo di export, dicendo che la Toscana deve puntare all’esportazione per i settori storici dell’artigianato e dei prodotti locali. Ma con quali infrastrutture? Sono almeno vent’anni che si sente parlare di adeguamento della Fi-Pi-Li o della Firenze-Siena, della Grosseto-Fano o della terza corsia autostradale. Quanti Dpef dovranno passare prima che si riesca a realizzare almeno la metà delle cose che ogni anno ci ripromettiamo?”. (segue)