(Adnkronos) - Inoltre, se, dal 2008 al 2012 c’è stata una riduzione dei lavoratori del 24% e un tasso di riduzione delle ore lavorate del 32%. “Questo significa – ha osservato Tarantino - che c’è chi ha lavoratori in nero visto che nel lavoro edile c’è un rapporto costante tra lavoratori e ore lavorate”. Si aggiunge la progressiva diminuzione del part time, una forma contrattuale usata per abbattere i costi a fronte di prestazioni full time, in favore del sommerso e le dinamiche che riguardano i Durc. La Fillea rileva pure che “con il crescere del lavoro nero diminuisce la sicurezza e lo dimostra - ha detto Tarantino - l’aumento dei morti nei cantieri che sono stati 11 nel 2011, 16 nel 2012 e 12 nel 2013 ad anno non ancora concluso”. Cgil e Fillea chiedono al governo regionale di concretizzare il Patto antievasione e di varare una norma apposita sul lavoro e sui controlli, investendo il 10% del ricavato conseguente a ispezioni per il funzionamento dei servizi, riqualificando a questo fine i precari già pagati dalla regione, prevedendo un sistema premiale sia per le imprese che emergono che per lavoratori che denunciano la loro condizione, attraverso l’assunzione delle imprese che si aggiudicano lavori pubblici.




