(Adnkronos/Labitalia) - Nel 2012, in Italia, l'insieme delle 106 iniziative di microcredito monitorate risulta avere erogato 7.167 microprestiti, per un ammontare complessivo di oltre 63 milioni di euro, riuscendo a soddisfare meno della metà (45,9%) della domanda esplicita, vale a dire delle richieste sottoposte a valutazione. Va tuttavia considerato che se, per numero, quasi i tre quarti dei microcrediti sono stati concessi con finalità socio-assistenziali, per ammontare erogato prevale invece il valore dei microcrediti concessi con finalità di autoimpiego, che assorbe quasi il 60% delle risorse complessivamente impiegate, vale a dire oltre 37 milioni di euro, circa 11 milioni in più dei 26 milioni scarsi volti al microcredito sociale. Il microcredito ha favorito soprattutto l'avvio di nuove attività, prevalentemente autonome, con forme giuridiche semplici e un mercato ristretto: in buona parte, nell'88% dei casi, si tratta di attività di servizi e molto più raramente di attività di artigianato manifatturiero (6,5%) e, ancor meno, di attività nel campo dell'agricoltura (5,4%), quasi tutte però con buone prospettive di mercato. Molto spesso si tratta di lavori semplici e in settori tradizionali, con mercati ristretti e redditi contenuti, ma che attestano una discreta capacità di iniziativa che attraverso il microcredito ha potuto esprimersi e mobilitarsi. Gli utilizzatori di microcredito per l'attività lavorativa sono in maggioranza uomini, giovani con meno di 35 anni, diplomati e talvolta anche laureati, coniugati ma spesso anche single, concorrenti insieme ad altri al reddito familiare. Gli utilizzatori di microcredito socio-assistenziale sono, invece, per lo più donne over 45, soprattutto diplomate, ma spesso anche in possesso di titoli di studio inferiori, coniugate ma talvolta anche divorziate, separate o vedove, prevalentemente unica fonte di reddito familiare.




