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Paolo Savona e il golpe finanziario: "Dobbiamo essere pronti. Piano B per uscire dall'euro? Pure la Merkel..."

Giulio Bucchi
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"C'è la possibilità che si scateni una speculazione finanziaria. Per colpa degli italiani o del governo? Non mi interessa, ma l'evento può accadere". Paolo Savona, intervistato da Bruno Vespa a Porto Cervo, mette in guardia sul rischio del golpe finanziario ipotizzato in una esplosiva intervista a Libero dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Leggi anche: Golpe finanziario, iniziano a muoversi. La sciabolata, Italia già sotto attacco Ad agitare mercati, finanza e speculatori internazionali sarebbe la politica eccessivamente espansiva del governo, dal reddito di cittadinanza alla flat tax. I timori per un'esplosione di spesa e debito pubblico potrebbero portare a un rialzo incontrollato dello spread, unito alla vendita in massa dei titoli di stato italiani (già iniziata, all'estero, in questi ultimi due mesi). "l governo si deve preparare e trovare una soluzione - spiega il ministro degli Affari europei -. Sono andato a parlare di questo con Mario Draghi e con altri, non con i russi. Ora il ministro Tria è in Cina per discutere. Un governo serio cerca di parare questa eventualità". Il governo, premette Savona, "rispetterà i parametri, ma finché sarà possibile". Un avvertimento all'Unione europea che deve prendere atto della "rivoluzione" dello scorso 4 marzo. Cambiano tutti i piani, insomma, e con l'avanzata sovranista devono essere messe in conto tutte le ipotesi, anche una crisi dell'euro.  "Il piano B - si difende Savona, che per il suo piano di uscita dalla moneta unica ha sollevato un caso internazionale a maggio - lo hanno tutti gli Stati, anche la Germania, nonostante le smentite della Merkel. Perché scandalizzarsi?". Una cosa è però avere un piano in caso di crisi dell'euro e "un'altra è pensare che serva uscire dall'euro. Io non sono un folle".

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