Roma, 25 ott. (Adnkronos) - "Non si è mai mangiata così tanta pasta italiana all'estero e la giornata mondiale della pasta si festeggia quest'anno con il record storico delle esportazioni che raggiungono per la prima volta i 2 miliardi di chili tra penne, tagliatelle, spaghetti ed altro spediti e consumati all'estero". E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della Giornata mondiale della Pasta, sulla base delle proiezioni su dati Istat relative all'anno 2013. "In termini quantitativi -sottolinea la Coldiretti- si è verificato un aumento del 6 per cento della domanda estera del piatto principe della dieta mediterranea a cui vengono unanimemente riconosciute importanti proprietà salutistiche. A spingere le esportazioni è stata anche la capacità di innovazione dell'industria italiana con l'affermarsi sul mercato della pasta ottenuta al 100 per 100 dal grano italiano per iniziativa del progetto Firmato dagli Agricoltori Italiani (FAI) della Coldiretti che ha reso disponibile in prodotto dalle principali catene distributive alle botteghe di Campagna Amica in Italia, ma anche fuori dai confini nazionali. La pasta in un momento di crisi vince anche perché garantisce un importante apporto nutrizionale a costi contenuti ed è un simbolo del cibo Made in Italy particolarmente apprezzato all'estero". "Nonostante i risultati positivi raggiunti sul mercato quest'anno però -denuncia la Coldiretti- il grano duro viene sottopagato agli agricoltori italiani su valori di 25 centesimi al chilo, inferiori di circa il 20 per cento rispetto allo scorso anno, che non riescono neanche a coprire i costi di produzione. Una situazione che rischia di far chiudere le aziende agricole e che è favorita dalla mancanza della trasparenza in etichetta dove - spiega la Coldiretti - non è ancora obbligatorio indicare la provenienza del grano impiegato ed è quindi possibile spacciare come italiano quello importato da paesi lontani con effetti sulla sicurezza alimentare e sull'ambiente". (segue)




