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Scuola: Confindustria Veneto, su alternanza lavoro preoccupante marcia indietro

AdnKronos
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Venezia, 9 ott. (AdnKronos) - "Le misure che il governo vuole adottare costituiscono una preoccupante marcia indietro, rispetto all'importante operazione culturale introdotta dalla "Buona Scuola" in tema di dialogo tra scuola ed impresa; queste misure ci riportano, peraltro, lontano dai più virtuosi Paesi Europei". Questo il commento a caldo di Eugenio Calearo Ciman, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori e delegato a Scuola e Formazione iniziale di Confindustria Veneto, rispetto al primo provvedimento che la Legge di Bilancio dedica alla scuola e che contiene un netto taglio delle ore di Alternanza Scuola-Lavoro (ASL). Rispetto a quanto stabilito dalla riforma della "Buona scuola" per il triennio superiore (200 ore per i licei, 400 per i tecnici e 400 per i professionali), il nuovo regime che partirà dall'anno scolastico 2019-2020, prevede infatti una riduzione del monte ore ad una "quota minima": 90 ore per gli studenti liceali, 150 per quelli degli istituti tecnici e 180 per i professionali (con un risparmio di spesa di 50 milioni di euro). Inoltre, l'Alternanza Scuola-Lavoro non costituirà titolo di accesso per l'esame di Stato. "Siamo fiduciosi -prosegue Calearo Ciman- che, nonostante ciò, i migliori istituti scolastici non solo del Veneto ma di tutta Italia, continueranno a fare Alternanza oltre il minimo previsto dalla legge, consapevoli che tale metodologia didattica sia importantissima per far scoprire ai giovani la cultura del lavoro e dell'impresa, nonché le proprie attitudini personali. Ci spiace che il Governo abbia nuovamente rinviato la decisione di prevedere l'Alternanza Scuola Lavoro come requisito d'ingresso per l'esame di stato; è un segnale preoccupante del poco valore che viene dato a questa metodologia didattica che, invece, per un'impresa che valuta il curriculum di un neodiplomato, risulta di grande valore aggiunto".

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