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Il nuovo flusso

Patrimoniale, la fuga all'estero dei conti correnti italiani: perché scelgono l'Austria

6 Novembre 2018

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Patrimoniale, la fuga all'estero dei conti correnti italiani: perché scelgono l'Austria

L'incertezza per il futuro, l'instabilità dei mercati e le minacce quotidiane di sanzioni da parte della Commissione europea sulla prossima legge di Stabilità italiana stanno spingendo migliaia di connazionali a portare il proprio denaro fuori dai confini. L'ultimo flusso salito alla ribalta è quello verso l'Austria, dove secondo gli operatori delle banche i soldi italiani sarebbero più al sicuro.

I giornalisti della trasmissione Quarta colonna su Rete4 hanno raccontato quel che sta succedendo in una banca di Sillian, a dieci minuti in macchina dalla provincia di Bolzano, dove molti risparmiatori italiani stanno aprendo nuovi conti correnti: "Le motivazioni che ci danno quando vengono qui ad aprire i conti - dice un bancario - sono la preoccupazione per il debito pubblico in aumento, il timore per la situazione bancaria italiana e l'incertezza sulle politiche economiche del Paese".

La paura più diffusa è che il governo ceda alla tentazione di applicare una tassa patrimoniale che allunghi le mani direttamente nei conti. La convenienza di portare i risparmi all'estero poi sarebbe garantita: "Qui un conto costa circa 100 euro all'anno. Lo Stato italiano qui non può toccare questi soldi perché siamo sotto l'autorità austriaca". In caso di patrimoniale quindi: "nessuno potrebbe obbligare la banca a versare soldi all'Italia".

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    07 Novembre 2018 - 08:08

    I soldi dei correntisti italiani nelle banche austriache, se li papperebbe, in caso di problemi tra i due Paesi, il Governo austriaco...come hanno fatto coi lingotti d'oro degli ebrei rubati da Hitler prima che li mandasse in "vacanza" ad Auschwitz !

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