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Commissione Ue, già spedita la lettera all'Italia: attacco a Salvini, 48 ore per rispondere

Davide Locano
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La lettera della Commissione Europa, annunciata subito dopo il voto alle Europee che ha sancito il trionfo della Lega di Matteo Salvini, verrà spedita già oggi, mercoledì 29 maggio. L'attacco all'Italia è iniziato a tempo record. Bruxelles concede soltanto la miseria di due giorni al ministro dell'Economia, Giovanni Tria, per offrire una risposta alle loro osservazioni. Nel mirino dei burocrati Ue il mancato rispetto delle regole sul debito per il 2018; il sentiero dovrebbe condurre a una procedura d'infrazione contro il Belpaese pari a 3,5 miliardi di euro. Leggi anche: Salvini sfida la Ue: "Finito il tempo delle letterine" Alla vigilia, nel giorno di una prima fiammata sullo spread, Salvini ha avvertito: "Ai signori di Bruxelles dico che è finito il tempo delle letterine e dei richiami, del sei stato cattivo e finisci dietro la lavagna...". Oggi ha rincarato la dose sottolineando come "l'equilibrio senza diritti è un freddo e sterile calcolo". E la risposta della Commissione è stata brutale: all'Italia, come detto, concede appena 48 ore di tempo per una risposa. Circostanza resa nota dall'AdnKronos, secondo cui entro venerdì sera dovremo replicare alle osservazioni Ue. "Ho in programma uno scambio di vedute con il governo italiano su misure aggiuntive che potrebbero essere necessarie perché sia conforme alle regole", ha assicurato ieri il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, durante una conferenza nei pressi di Lisbona. "È molto probabile che avremo uno scambio di lettere (con l'Italia, ndr)", ha spiegato ai microfoni di Bloomberg precisando, tuttavia, che non predilige le sanzioni. Il punto a favore dell'Italia è che la Commissione è in scadenza, dovrà insomma essere rinnovata dopo il voto. Difficile, insomma, che si prenda la briga di aprire una sanzione, ovvero uno scontro, con uno Stato membro. Secondo quanto si apprende, nella letterina a Commissione europea contesta all'Italia il mancato rispetto nel 2018 della regola del debito e degli impegni sul deficit strutturali sulla base dei dati definitivi certificati da Eurostat. Il fatto che la valutazione sia effettuata su dati definitivi costituisce un elemento aggravante rispetto allo scorso novembre, quando la Commissione aveva minacciato una procedura per deficit eccessivo sulla base di semplici previsioni. "Sulla base dei dati notificati per il 2018 - si legge - è confermato che l'Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare il criterio del debito nel 2018".

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