(Adnkronos) - "Una proposta di buon senso - spiega Santini - ma che è come un sasso in uno stagno. La maggioranza ci chiede di metterla da parte e di condividere un iter per la stesura di una nuova legge. Circa un anno fa inizia il confronto con gli interlocutori tradizionali e i comitati degli inquilini. Ne emerge una situazione di degrado allarmante, causato dalla vetustà degli immobili e dalla scarsa manutenzione". Nel giugno scorso parte il confronto in Commissione regionale Infrastrutture, all'interno della quale si forma un ristretto gruppo di lavoro - guidato da Paolo Bambagioni (Pd), Giuliano Fedeli (vicepresidente del Consiglio regionale) e Santini per l'opposizione - incaricato di scrivere la legge. Le linee guida sono le seguenti: alienazione - con possibilità di rateizzazione - di un consistente numero di alloggi ad un prezzo adeguato alle esigenze degli inquilini e dell'ente proprietario; reinvestimento nella ricostruzione di nuove case popolari dell'intera somma ricavata dalla vendita. "Con la nostra proposta 24mila famiglie che attualmente abitano negli alloggi Erp avrebbero avuto la possibilità di acquistare la casa a prezzi concordati; i soldi ricavati avrebbero innescato un circolo virtuoso che avrebbe permesso la costruzione di nuovi immobili, in grado di rispondere alla crescente domanda di case popolari, e la possibilità di lavoro per le imprese del territorio. Su questi punti si era trovato un accordo condiviso, saltato a causa del veto posto da Rifondazione comunista e dell'acquiescenza del Pd. Se migliaia di famiglie toscane vedono annullate le loro aspettative la responsabilità è solo del centrosinistra toscano", conclude Santini. "Un'occasione persa per tutti. Solo a Firenze avremmo potuto soddisfare una domanda di alloggi pari a circa la metà di quelli attualmente locati. Oltre cinquemila famiglie avrebbero potuto raggiungere un obiettivo. Un sogno che si va a infrangere sul muro alzato dalla sinistra", incalza il consigliere regionale Pdl Nicola Nascosti.




