Washington, 11 dic. (Adnkronos/Washington Post) - Alcune nomine importanti, come Mary Barra alla guida di General Motors, non cambiano la realtà dei fatti: nelle 500 maggiori imprese società statunitensi le donne in posizione dirigente sono meno del 15%, esattamente come quattro anni fa. A rilevarlo è uno studio del gruppo Catalyst, che monitora l'avanzamento della leadership femminile."E' veramente deludente", nota Deborah Gillis, dirigente di Catalyst, commentando una realtà che viene mascherata da alcuni grandi nomi come Ginni Rometty all'Ibm, Marissa Meyer a Yahoo, Meg Whitman alla Hewlet Packard e Ursula Burns alla Xerox. Il rapporto nota fra l'altro che le donne manager, al contrario degli uomini, tendono a far carriera all'interno della stessa azienda, dove sono ben conosciute. "Gli uomini vengono promossi per il loro potenziale, le donne per la loro performance", nota la Gillis. Oltre un terzo delle 23 donne chief executive nelle 500 principali compagnie americane ha fatto solo una carriera interna, mentre i dirigenti uomini cambiano spesso società. Per la Barra ci sono voluti 33 anni. E comunque sarà soltanto Ceo di Gm e non anche presidente del Board, come il predecessore Dan Ackerson.




