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Crisi, Spi-Cgil: metà dei pensionati fatica ad arrivare a fine mese

Cantone: ''Dare loro delle risposte, a partire dalla legge di stabilità''
domenica 15 dicembre 2013
Crisi, Spi-Cgil: metà dei pensionati fatica ad arrivare a fine mese

3' di lettura

Roma, 13 dic. (Adnkronos) - Il 46,2% dei pensionati italiani fatica ad arrivare alla fine del mese e si ritrova così costretto a rimandare pagamenti, a intaccare i propri risparmi, a chiedere prestiti e aiuti ad altri. E' quanto emerge da un'analisi realizzata dallo Spi-Cgil in collaborazione con Ipsos su consumi e potere d'acquisto dei pensionati. Il 24,3% invece ci arriva senza troppi problemi ma spende quasi tutto quello che prende di pensione mentre il 29,5% non solo ci arriva ma riesce anche a risparmiare qualcosa. Per farlo però è costretto a fare delle rinunce. Il 37,2% dei pensionati che mettono ancora da parte qualcosa infatti ha dovuto ridurre le spese superflue e anche qualche consumo importante (il 15,2%). Stesso destino per chi arriva a fine mese senza troppi problemi con un 46,2% che ha tagliato le spese superflue, il 21% consumi importanti e l'11,8% anche consumi necessari. Tagli e rinunce riguardano invece in maniera molto sensibile tutti quelli che vivono in difficoltà economiche, anche gravi. Complessivamente il 19,8% dei pensionati nell'ultimo anno ha dovuto ridurre svariati consumi necessari, il 28,4% ha ridotto abbastanza i propri consumi e anche qualcuno importante, il 31,4% ha tolto solo il superfluo. Sopravvive dignitosamente solo il 20,4% dei pensionati, che non ha ridotto in misura significativa le proprie spese. Da ottimi a pessimi consumatori nel giro di pochi anni. I pensionati fanno i conti con la crisi e spendono sempre di meno tanto che il 37% si è ritrovato a dover ridurre anche quelli per i generi alimentari. Una contrazione molto evidente rispetto al resto della popolazione, con un 29% di persone che hanno dichiarato di aver ridotto questo capitolo di spesa. E' lo svago ciò a cui i pensionati hanno rinunciato maggiormente. Il 60% ha infatti ridotto viaggi e vacanze, il 59% ristoranti, pizzerie e bar, il 48% cinema, teatro e concerti con evitabili riflessi sull'economia di questi settori. In tempi di crisi anche un vestito nuovo può aspettare e così il 53% dei pensionati ha deciso di ridurre le spese in vestiario, abbigliamento e accessori. Particolarmente significativo il caso delle spese per giochi e lotterie. Anche in questo caso infatti c'è un calo del consumo ma il 76% dei pensionati ha deciso di non rinunciarvi, sperando magari di risollevare in questo modo le proprie sorti.  I pensionati, per quanto in evidente difficoltà, continuano a svolgere un ruolo strategico nella famiglia italiana, in particolare rivolto a figli e nipoti che hanno perso il posto di lavoro o che non riescono a trovarlo. Quasi la metà di loro (il 42,6%) infatti sostiene economicamente, magari anche solo ogni tanto, i propri familiari. Di questi il 14,4% dichiara che negli ultimi tre anni ha dovuto prodigarsi spesso in aiuti economici, il 26,4% lo ha fatto almeno qualche volta, l'8,1% lo ha fatto raramente. Complessivamente il 48,9%. Molto più bassa è la quota - il 16% - di quelli che invece sono dovuti ricorrere ad aiuti di familiari e amici o a prestiti bancari e assicurativi. Carla Cantone, segretario dello Spi-Cgil, commenta: "I pensionati hanno dato tanto a questo paese in termini di sacrifici e ora non ne possono proprio più. E' per questo che chiediamo al governo di dare loro delle risposte, a partire dalla legge di stabilità. Sarebbe inoltre ora che si riattivasse il tavolo di confronto tra governo e sindacati, istituito dal governo Prodi e rimosso da Berlusconi e da Monti. Non è un caso che da allora la condizione dei pensionati e degli anziani non ha fatto altro che peggiorare".