(AdnKronos) - "Ma è, appunto, soprattutto a livello giovanile che il confronto con l’Italia assume esiti drammatici, facendo risultare evidente il mismatch che continua ad esserci tra offerta di posti di lavoro tecnici nel manifatturiero e un sistema formativo che non li sforna nei tempi e nelle quantità necessarie. L’alternanza scuola-lavoro, così com’è strutturata oggi, non funziona. Lo dicono gli insegnanti, gli studenti e, soprattutto, lo dicono le imprese", sottolinea. L’analisi di Morello Ritter prosegue lanciando una proposta: "Il sistema duale tedesco che prevede una forte alternanza scuola-lavoro funziona. Perché non prendiamo esempio da chi ottiene risultati migliori dei nostri? Quel sistema è una delle ragioni della forza dell’economia tedesca nel suo complesso. Le differenze sono evidenti: a 16 anni uno studente italiano è nel bel mezzo della scuola superiore, lo studente tedesco ha invece appena completato il secondo ciclo di istruzione obbligatorio ed è libero di decidere se iscriversi alla scuola superiore, se seguire una scuola professionale oppure dedicarsi al sistema duale, che prevede scuola+apprendistato lavorativo". Ma come funziona il sistema duale? Prevede 12 ore di scuola nell’arco della settimana, e vengono usate per due terzi per materie attinenti all’apprendistato svolto in azienda. L’azienda, a sua volta, deve avere i titoli e le autorizzazioni per fornire l’apprendistato. Il luogo per trovare l’azienda è la Camera dell’Artigianato e dell’Industria, la quale è responsabile della gestione di tutto il processo burocratico (organizzazione degli esami, supervisione delle aziende, regolazione del sistema). Le tipologie lavorative certificate attraverso il sistema duale sono circa 300, stabilite a livello nazionale. Le tipologie cambiano nel corso del tempo a seconda delle necessità del mercato del lavoro e dello sviluppo tecnologico.




