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Lavoro: Bankitalia, 73mila posti in fumo nel 2013 in Sicilia

domenica 15 giugno 2014
Lavoro: Bankitalia, 73mila posti in fumo nel 2013 in Sicilia

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Palermo, 12 giu. - (Adnkronos) - Oltre 73mila posti di lavoro in fumo in un anno in Sicilia. Prosegue nell'Isola l'emorragia occupazionale, che fa registrare nel 2013 una perdita del 5,3 per cento degli occupati, un dato più che doppio rispetto alla media nazionale (-2,1%). Rispetto al 2008, in regione si sono persi quasi 160mila posti di lavoro. A lanciare l'allarme è Bankitalia, che nel rapporto sull'andamento congiunturale dell'economia siciliana, elaborato dalla sede di Palermo e presentato oggi alla stampa nel capoluogo siciliano, snocciola i numeri della crisi. La flessione ha riguardato tutti i settori, anche se il calo più consistente ha investito l'edilizia (-9,6 per cento), seguita dai servizi (-4,5 per cento) e dall'industria (-2,9 per cento). A picco sia la componente maschile (-4,7 per cento) che quella femminile (-6,3 per cento), con una contrazione che ha riguardato soprattutto i giovani e le persone con un basso livello di istruzione. Il tasso di occupazione, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni è sceso al 39,3 per cento, di quasi due punti percentuali rispetto all'anno precedente, ben al di sotto della media del Mezzogiorno (42 per cento) e dell'Italia (55,6 per cento). Il tasso di disoccupazione, spiegano dalla Banca d'Italia, raggiunge quota 21 per cento, in crescita di 2,4 punti percentuali, superiore rispetto al resto del sud e d'Italia (rispettivamente 19,7 per cento e 12,2 per cento). Un risultato che colloca l'Isola al terzo posto tra le regioni d'Italia. Ma che schizza in avanti se si considerano i giovani tra i 15 e i 34 anni, per i quali il tasso di disoccupazione si attesta al 38,3 per cento, oltre 15 punti percentuali sopra la media nazionale (23 per cento)La quota di giovani siciliani, nella stessa classe d'età che non lavorano, non studiano e non seguono un percorso di formazione (Neet) è pari al 42,7 per cento, a fronte di un dato nazionale pari al 27,3 per cento.