(Adnkronos) - La richiesta di credito da parte delle aziende resta debole e le poche che fanno domanda, utilizzano le risorse non per fare investimenti, ma per coprire situazioni debitorie preesistenti. Sul fronte delle famiglie nell'andamento negativo ha inciso soprattutto la componente del credito al consumo (-4,4 per cento). E' proseguita anche la contrazione dell'erogazione di nuovi mutui, anche se in misura meno marcata (-14,7 per cento) rispetto al 2012, quando si era verificato un calo del 50 per cento. Negli ultimi trimestri tra il 2013 e il 2014 la flessione sembra essersi attenuata e nei primi tre mesi dell'anno in corso la riduzione è stata di appena lo 0,7 per cento. L'atteggiamento delle banche anche nel 2013 resta cauto, anche se nel secondo semestre si sono manifestati segnali di una minore rigidità, anche se cresce la selettività da parte delle banche riguardo le le imprese. Peggiora, infatti, la qualità del credito con un aumento delle sofferenze: in Sicilia lo scorso anno i prestiti trasformatisi in sofferenza sono stati pari a circa 2 miliardi di euro (1,7 miliardi nel 2012) con un tasso di decadimento arrivato al 4 per cento. Il tasso di decadimento dei prestiti alle famiglie è rimasto in linea rispetto a quello del 2012 (1,9 per cento), uno dei dati più elevati tra le regioni italiane.




