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Porti: rapporto Srm, sistema Italia non cede ma serve competitivita'

domenica 15 giugno 2014
Porti: rapporto Srm, sistema Italia non cede ma serve competitivita'

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Napoli, 15 giu. - (Adnkronos) - L'Italia dispone di una serie di porti che "nonostante una normativa che risale a vent'anni fa, e a una programmazione dello sviluppo portuale e marittimo forse mai o parzialmente avvenuta per varie cause, riescono a non cedere". Ma non basta, occorre "avanzare e rendersi competitivi" e questo lo si può fare agendo su alcune leve, come "assicurare al sistema portuale italiano continuità di programmazione e snellimento burocratico". E' l'analisi contenuta nel primo rapporto annuale 'Italian maritime economy: nuove rotte per la crescita', presentato da Srm (Studi e ricerche Mezzogiorno), centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo. Frutto dell'attività di monitoraggio del nuovo Osservatorio permanente sull'economia dei trasporti marittimi e della logistica di Srm, inaugurato nel 2014, il rapporto si pone come obiettivo quello di dare un contributo alla comprensione del mondo dell'economia dei trasporti marittimi e della logistica, segnalando le nuove rotte verso cui l'Italia deve spingersi "per un Paese più competitivo, con un Mezzogiorno protagonista". Tre i partner dell'Osservatorio: Federagenti, Unione industriali di Napoli e il Gruppo Grimaldi. Gli scenari economici del rapporto indicano per l'Italia rischi e opportunità: "Il primo fattore di cui tener conto - si legge - è rappresentato dalle infrastrutture portuali. L'Italia ha un'importante dotazione che riesce ad accogliere 477 milioni di tonnellate di merci, tra cui oltre 10 milioni di Teu", un quantitativo che piazza l'Italia "al terzo posto in Europa". (segue)