Palermo, 16 giu. - (Adnkronos) - La crisi economica e l'evoluzione del contesto competitivo mutano il sistema delle imprese in Sicilia. Secondo quanto emerge dal nono Censimento generale dell'industria e dei servizi, presentato oggi in una sintesi regionale durante un convegno organizzato da Istat e Unioncamere ad Agrigento, infatti, Al 31 dicembre 2011, le imprese attive nell'Isola sono 271.714, il 10,1% in più rispetto al 2001 (+8,4% la variazione a livello nazionale). Sotto il profilo territoriale, la crescita relativamente più sostenuta si rileva nelle province di Ragusa, Siracusa e Catania, con dinamiche superiori al 10%. Le imprese occupano 440mila lavoratori dipendenti, 282mila indipendenti, 16mila esterni e circa 1.200temporanei (ex interinali). Gli addetti nelle unità locali sono più numerosi di quelli complessivamente occupati dalle imprese con sede amministrativa nella regione: ciò indica la presenza in Sicilia di unità produttive di imprese con centro direzionale localizzato altrove e contribuisce a spiegare la ridotta dimensione media delle imprese siciliane (2,7 addetti per unità locale; 3,4 in Italia). Le innovazioni legate a questa tornata censuaria consentono, per la prima volta, di restituire informazioni sulle caratteristiche demografiche dei dipendenti e sui principali aspetti del loro rapporto di lavoro: il 57,3% dei dipendenti ha la qualifica di operaio, il 35,6% di impiegato e il 4,7% di dirigente/quadro. La maggiore quota di operai, rispetto alla media nazionale, è in linea con la struttura produttiva che caratterizza la regione, in cui prevalgono le piccole imprese distrettuali. Il 22% delle imprese con struttura aziendale (almeno 3addetti) opera su mercati non esclusivamente locali: il 12% sul mercato nazionale e il 10% anche su quelli internazionali. La maggior propensione verso l'estero riguarda le imprese operanti nelle attività legali e contabilità (61,9%) e nella costruzione di edifici (52,6%).




