Torino, 17 giu. - (Adnkronos) - Vedono ancora nero i commercianti torinesi. Secondo Confesercenti Torino, che ha condotto un sondaggio in occasione dell'assemblea annuale a cui hanno risposto un centinaio di associati operanti in diversi settori (alimentare, extraalimentare, pubblici esercizi, distribuzione carburantu, agenti di commercio), il 60% degli intervistati ritiene che nel 2014 non ci sara' alcun miglioramento della situazione economica, anzi, per un quarto peggiorera' a fronte di un 16% che si aspetta un miglioramento. Quanto ai consumi, circa la meta' degli intervistati li prevede ancora stabili per tutto il 2014, un terzo pensa che caleranno ancora e solo un quinto li vede in aumento. Dall'indagine, emerge, poi, che neppure la situazione delle singole aziende è rosea: quasi la metà pensa che la condizione della propria azienda sia peggiorata nel corso del 2014, il 44% la ritiene stabile e solo l'8% pensa che sia migliorata. Quanto alle prospettive, un preoccupante 16% teme di dover chiudere nel giro di un anno, un quarto ha un'aspettativa di due anni mentre 6 commercianti su dieci indicano 'cinque anni e oltre' come prospettiva. Per uscire da questa situazione la maggioranza indica la riduzione delle imposte come misura essenziale seguita da accesso al credito e semplificazione burocratica. "Si tratta - commenta Stefano Papini, presidente di Confesercenti Torino - di risposte non sorprendenti, ma non per questo meno preoccupanti, soprattutto per quanto riguarda le prospettive. L'umore delle nostre categorie volge ancora al pessimismo e i timidi segnali di riprese per ora riguardano più il mondo dell'industria che quello del terziario. Siamo convinti, tuttavia, che lo spazio per mitigare via via il pessimismo ancora prevalente ci sia: ma è compito del governo e delle istituzioni locali impostare, molto più coraggiosamente di quanto si sia fatto finora, una decisa politica di rilancio dei consumi e della domanda interna. La giusta attenzione ai vincoli dei bilanci pubblici - conclude - non deve voler dire far saltare i tantissimi bilanci privati di imprese e famiglie".




