(Adnkronos) - La propensione dell'industria italiana all'export e gli investimenti diretti all'estero sono tuttora decisamente inferiori a quelli degli altri paesi, Germania in primis. Per i prossimi anni si attende però una maggiore internazionalizzazione, commerciale e produttiva, dell'industria italiana, che lascerà comunque il saldo con l'estero del manifatturiero italiano su livelli elevati, superiori ai 110 miliardi di euro nel 2018. L'Italia, nei prossimi anni, dovrebbe spostarsi lentamente verso il modello tedesco, aprendosi al potenziamento della presenza sui mercati internazionali. Il rafforzamento nel tessuto manifatturiero e i processi di internazionalizzazione si tradurranno nei prossimi anni nel proseguimento dei processi di selezione delle imprese. L'uscita degli operatori più in difficoltà comporterà comunque un recupero del Roi (Return on Investement) medio del manifatturiero, che beneficerà anche di un più ottimale impiego degli input produttivi, di una migliore rotazione del capitale e di un minore assorbimento in capitale circolante indotto dalla riduzione dei tempi di pagamento. Il recupero non sarà tuttavia sufficiente a riassorbire le perdite accumulate nella recessione: sia il Roi che il Roe (Return on Equity) termineranno nel 2018 su livelli inferiori a quelli pre crisi.




