Chieti, 20 giu. - (Adnkronos) - Nel Parco della Majella, a Lama dei Peligni, il camoscio rappresenta un asset su cui puntare per promuovere il turismo sul territorio, legato all'ambiente e all'escursionismo. "Ogni anno possiamo contare circa 10mila presenze di turisti legate al camoscio. Abbiamo anche un insolito flusso di turisti olandesi che vengono fin qui proprio per visitare la nostra area faunistica", spiega oggi Irene Cenori della Cooperativa Majella, nell'ultima giornata del Congresso Internazionale sul Camoscio a Lama dei Peligni. Il "caso camoscio" si inserisce in uno scenario che vede oltre 101 milioni di presenze turistiche nei parchi italiani, con una crescita del 2% l'anno, quasi il doppio dell'aumento registrato dal turismo in Italia nell'ultimo anno. Nel sistema delle aree protette nazionali il turismo rappresenta oltre il 50% dell'offerta. Il valore della partita del "turismo natura" nel nostro Paese, dove i Parchi rappresentano il segmento più significativo, è stato pari a 10,9 miliardi di euro, con una crescita di circa il 3% rispetto all'anno precedente. Quella del camoscio appenninico, quindi, oltre a essere una storia a lieto fine per la difesa di una specie a rischio estinzione, può diventare occasione per creare occupazione e rilanciare l'economia.(segue)




