Milano, 20 giu. (Adnkronos) - Le 67 local utilities partecipate con quote rilevanti (almeno un terzo del capitale) dai 115 maggiori enti locali italiani (Comuni, Province, Regioni) hanno sviluppato, nel 2012, ricavi aggregati per 31,7 miliardi di euro, occupando oltre 132mila dipendenti ed esprimendo un tasso di rappresentatività attorno al 50%, sia in termini di valore aggiunto che di dipendenti. Il loro valore, tenuto conto delle quotazioni in Borsa e dei mezzi patrimoniali, è valutabile in circa 12,4 miliardi di euro. Emerge dallo studio R&S-Mediobanca sulle local utilities partecipate dai maggiori enti locali. La composizione settoriale dell'aggregato vede prevalere l'energetico che, nel 2012, ha sviluppato il 57% dei ricavi complessivi. Appaiono invece equivalenti il Trasporto Pubblico Locale (14%), l'idrico e l'igiene ambientale (12%). Marginale l'apporto delle gestione aeroportuali (3%) e autostradali (2%). La crescita del fatturato, nell'arco di tempo 2006-2012, è stata importante, registrando un +37,6% (sul +11,2% dell'industria nazionale), in particolare con riferimento alle multiutility energetiche (+47,2%) e alle autostrade (+38,8%), anche per effetto di processi aggregativi. Il risultato corrente delle local utilities (che tiene conto anche della gestione finanziaria) ha flesso dell'11%, facendo però meglio dell'industria nazionale che ha registrato un -30%. Nel 2012 i margini industriali delle local utilities sono stati migliori di quelli dell'industria: sono cresciuti del 13,8% e hanno ridotto la propria incidenza sui ricavi dal 7,8% al 6,5%.




