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Sicilia: Confartigianato su legge appalti pubblici, rischio lavoro nero e poca sicurezza

domenica 22 giugno 2014
Sicilia: Confartigianato su legge appalti pubblici, rischio lavoro nero e poca sicurezza

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Palermo, 21 giu. (Adnkronos) - Aumento del lavoro nero, riduzione della sicurezza e scarsa qualità del prodotto. Sono queste le principali criticità derivanti dall'attuale legge regionale (legge n.12 del 2012) sugli appalti pubblici aggiudicati secondo il principio del massimo ribasso e analizzate oggi nel convegno organizzato all'Ars, a Palermo, da Anaepa Confartigianato. "Il 2014 è stato un anno negativo sia per le gare d'appalto che per i finanziamenti e i ribassi sono aumentati dal 20% ad oltre il 40%. Questo significa che le imprese non possono lavorare - ha detto a margine del convegno il presidente regionale Anaepa Confartigianato Vincenzo Mirisola - Oggi complessivamente l'utile d'impresa si attesta al 23,64%, dove il 13,64% è per le spese generali e il 10% per l'utile di impresa, se un'impresa fa il 40% di ribasso è in perdita già in partenza e per compensare queste perdite si arrangia a scapito della sicurezza o ricorrendo al lavoro nero". "Questa legge va modificata perché fa in modo che i lavori non arrivino mai a compimento e che ci siano un mare di contenziosi fra gli enti pubblici e le imprese - ha aggiunto Filippo Ribisi, presidente Confartigianato Sicilia - Noi dobbiamo far sì che con un sistema equo e trasparente venga fuori una legge che consenta alle imprese di guadagnare il giusto e di portare a compimento le opere pubbliche". (segue)