Roma, 10 mar. - (Adnkronos) - "Auspichiamo che la bonifica e la rottamazione della Costa Concordia avvenga nei limiti della legalità, in uno degli ex cantieri navali presenti in Europa, secondo le linee guida di smaltimento delle navi elaborate dalla Convenzione di Basilea, che prevede la bonifica degli scafi prima della rottamazione. Ma prima ancora della rimozione e del trasferimento della Concordia è assolutamente necessaria la sua messa in sicurezza". Lo afferma Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia secondo cui ad oggi non esistono soluzioni praticabili per lo smaltimento della Costa Concordia in Italia. Anche in Europa le possibilità restano vaghe e limitate. Greenpeace ricorda che "nel 2012 la Commissione Europea ha escluso le navi dalla Convenzione di Basilea che vieta lo smaltimento dei rifiuti tossici navali in Paesi non di area Ocse, senza prevedere la bonifica preliminare (pre-cleaning)". Questo "ha contribuito allo smantellamento dei cantieri europei destinati alla demolizione delle navi e ha favorito la pratica dell'esportazione delle navi da rottamare in Turchia e altri Paesi asiatici. Dimenticando gli interventi normativi che hanno favorito la pratica dello smantellamento in Paesi extraeuropei, molti politici, compreso il commissario dell'industria Antonio Tajani, hanno auspicato la realizzazione di un polo di smaltimento a Piombino". (segue)




