Milano, 12 mar. - (Adnkronos) - L'export italiano torna ad accelerare il passo e, dopo la performance pressoché stagnante nel 2013 (-0,1%), si prepara a mettere a segno un +6,8% nel 2014, accelerando il ritmo fino a raggiungere un valore di circa 539 miliardi di euro nel 2017, con un tasso di crescita media nel quadriennio del 7,3%. E' quanto evidenzia il rapporto di Sace 'Rethink', con le previsioni sulle esportazioni italiane per il periodo 2014-2017, presentato oggi a Palazzo Mezzanotte a Milano. Per quanto riguarda i mercati di riferimento del nuovo export, secondo Sace si rafforzerà sempre più il processo di riposizionamento delle esportazioni italiane verso i mercati emergenti. In cinque anni, il loro peso sull'export complessivo è aumentato di circa 4 punti percentuali, a fronte di una riduzione simile dell'incidenza degli avanzati; l'Ue rappresenta ormai, oggi, meno della metà delle esportazioni italiane. La classifica 'top market' include un mix di destinazioni: da un lato Cina, Russia, Brasile e Turchia oltre a nuove mete meno battute come Indonesia, Messico e Arabia Saudita ed Emirati; dall'altro, conferma la rilevanza di mercati avanzati ormai acquisiti quali Stati Uniti e Regno Unito. Fuori classifica, guardando a un orizzonte di medio-lungo termine, Filippine, Malesia, Mongolia, Azerbaijan, Qatar, Cile, Colombia, Perù, Panama, Nigeria, Angola, Mozambico. A livello settoriale spiccano, al fianco dei beni d'investimento a medio-alta tecnologica, i prodotti del manifatturiero e, new entry di quest'anno, i beni agroalimentari. Le esportazioni italiane di beni agricoli e alimentari cresceranno, secondo la ricerca, persino più velocemente rispetto a quelle degli altri prodotti manifatturieri. Condividono la vetta del ranking alimentari, bevande e beni agricoli, da un lato, e beni d'investimento (come apparecchiature elettriche e meccanica strumentale), dall'altro.




