Padova, 13 (Adnkronos) - In attesa che si chiariscano cifre e norme del Ddl per lo sblocco totale annunciato dal governo, la piaga dei ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione (Pa) stenta a rimarginarsi e inaridisce un'importante fonte di liquidità per la ripresa. Il 43,6% delle imprese padovane dichiara di avere attualmente crediti verso le Amministrazioni pubbliche. Per il 36,3% l'importo del credito è fino a 500mila euro, per il 7,3% supera il mezzo milione di euro. È la fotografia in bianco/nero scattata dall'indagine sui "Pagamenti della Pubblica amministrazione e delle aziende private" realizzata dall'Ufficio Studi di Confindustria Padova, in collaborazione con Fondazione Nord Est, nel mese di gennaio su un campione di 315 imprese. Quanto agli effetti del decreto di aprile 2013 per accelerare i pagamenti, l'11,1% delle imprese dichiara di aver detenuto alla fine del 2012 crediti verso le Pa che potevano beneficiare di quel provvedimento. In sette casi su dieci (72,5%) queste imprese hanno ricevuto un rimborso almeno parziale nel corso del 2013. Se per il 33,8% l'importo del rimborso è stato fino a 50mila euro, per una su quattro (24,9%) ha superato il milione di euro. Gli impieghi verso cui questi fondi sono stati indirizzati, sono principalmente il saldo dei debiti commerciali (39,4%) e la riduzione dell'indebitamento bancario (37,7%). Seguono la gestione ordinaria (13,2%), l'aumento delle riserve di liquidità (9,1%), il saldo di stipendi arretrati dei dipendenti (7,3%), quest'ultimo con più alta frequenza nelle microimprese (20%). Il 7,1% indica il pagamento di tasse o contributi arretrati, solo il 3% il finanziamento di nuovi investimenti. È la conferma che i debiti scaduti della Pa sottraggono risorse vitali per la sussistenza stessa delle imprese e innescano un domino che si propaga alle transazioni tra privati inasprendo la (perdurante) crisi di liquidità. Nove imprese su dieci dichiarano di avere crediti con altre aziende private. Per il 40,4% il credito supera i 500mila euro.(segue)




