Milano, 24 mar. (Adnkronos) - Dei documenti relativi alle gare d'appalto, finiti nella rete della procura di Milano, non doveva restare traccia. E' questo l'intento di Alberto Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture lombarde, arrestato giovedì scorso con le accuse di associazione per delinquere, truffa, turbativa d'asta e falso. La circostanza emerge da una telefonata tra Rognoni e l'ingegnere Alberto Porro, project manager in Ilspa e direttore lavori per le opere relative alla Piastra dell'Expo 2015. Rognoni, parlando "dell'impostazione e la formazione dell'organigramma per l'ufficio direzione lavori della piastra Expo", dice a Porro "non scriverti ste robe qui...", con Porro che lo interrompe dicendo "no, no questa roba qui esiste solo una copia, questa qua e poi la buttiamo via!". E ancora Rognoni aggiunge: "Si', ho capi', ma scrivi x, y e z" e Porro replica: "Ok, tanto poi questi li trituriamo", si legge nella richiesta di misura cautelare della procura.




