Roma, 25 mar. (Adnkronos) - "Sono convinto che nel caso di Acea la situazione possa migliorare solo tramite un'opera di privatizzazione. Un percorso ostacolato non solo da Marino, ma anche dai sindacati. Ma se proprio il pubblico decide di fare l'imprenditore, è importante che lo faccia con le stesse logiche e gli stessi obblighi del privato. Se le cose vanno male non deve poter scaricare sui contribuenti le proprie inefficienze". Lo afferma, in un'intervista a 'Formiche.net', Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria, l'associazione territoriale del sistema Confindustria di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, sulla vicenda di Acea. Secondo il presidente di Unindustria il Comune di Roma deve vendere una parte della sua partecipazione in Acea: "Sì, credo debba diventare un socio di minoranza, con una quota anche significativa che gli consenta di esercitare tutte le prerogative che è giusto debba mantenere, come il controllo sull'acqua e sui conti della società. Il Campidoglio dovrebbe puntare ad attrarre energie nuove". Sui possibili miglioramenti dell'ex municipalizzata dell'energia, Stirpe sottolinea: "Tutto è perfettibile, ma migliorare le cose è compito del management aziendale, che non deve essere necessariamente cambiato. I dati recentemente pubblicati evidenziano risultati positivi, apprezzati da azionisti e risparmiatori". E riguardo al comportamento di Marino sulla questione Acea conclude: "Penso che alzare i toni faccia male a una società presente in borsa - conclude - E posso dire per certo che il comportamento adottato finora non ha ottenuto i risultati sperati, quindi forse andrebbe rivisto. La strada che dovrebbe seguire è quella dell'ascolto e del dialogo, non certo dello scontro".




