Roma, 6 mar. - (Adnkronos) - "A Taranto si sta per aprire uno dei processi piu' importanti della storia della Repubblica italiana, un processo in nome del 'popolo inquinato' e ingannato dalla politica e dalle istituzioni". Ad affermarlo in una nota sono i leader dei Verdi, Angelo Bonelli, commentando la notizia che la Procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio per 50 persone e tre societa' nell'inchiesta sul disastro ambientale che sarebbe stato causato dall'Ilva, tra cui oltre alla famiglia Riva, anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata. "Il sistema Taranto concepito per orientare o non realizzare i controlli ambientali non e' un fatto isolato ma riguarda tutta l'Italia dove 6 milioni di cittadini non solo vivono in are altamente inquinate ma non sanno cosa respirano, cosa mangiano e perche' si ammalano", continua il leader ambientalista. Nel processo di Taranto, che puo' aprire una stagione nuova per la tutela della salute e dei diritti dei cittadini, sottolinea, "ci saranno oltre 1.500 costituzioni di parte civile, con famiglie, cittadini, associazioni che chiederanno giustizia in nome di chi non c'e' piu', dei malati e di un territorio che ha subito la devastazione a causa dei veleni riversati nell'ambiente: un vero e proprio maxi-processo ambientale nei confronti di chi ha inquinato e di chi ha permesso che ciò avvenisse". Il 'caso' Taranto, aggiunge Bonelli, "mette in estrema evidenza l'ipocrisia della cattiva politica e di una certa sinistra che non ha detto la verita' sull'inquinamento e sui veleni. Questa battaglia, pero', non si vincera' solo nelle aule giudiziarie perche', oggi piu' che mai, e' necessaria una buona politica per avviare una conversione industriale cosi' come e' avvenuto, ad esempio, a Pittsburgh e Bilbao, citta' che oggi dopo aver cambiato modello produttivo vivono in un futuro dove salute, lavoro e ambiente coesistono".




