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Lavoro: Iulm, nuove professioni dell'arte sfidano crisi

domenica 9 marzo 2014
Lavoro: Iulm, nuove professioni dell'arte sfidano crisi

2' di lettura

Milano, 6 mar. - (Adnkronos) - I giovani sognano sempre di più di lavorare nel mondo dell'arte. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dall'Università Iulm su un panel di 200 matricole iscritte alle facoltà di Arti, design e spettacolo; Turismo: cultura e sviluppo dei territori; Arti, Turismo e Mercati. La ricerca è stata resa nota in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2013-2014, la cui prolusione tenuta dal professor Vincenzo Trione è stata dedicata proprio al tema 'Leggere le arti oggi'. La maggior parte degli studenti interrogati (35%) ha dichiarato di aspirare al mestiere di curatore d'arte, mentre il 20% sogna di diventare consulente e manager di fondazioni culturali e artistiche, di gallerie o di case d'aste. Le altre professioni più ambite sono: il critico d'arte (15%), il funzionario nelle istituzioni che si occupano di beni culturali (10%), la guida turistica (8%), lo stimatore di opere (5%), il conservatore di musei (3%). Secondo un monitoraggio di 50 testate internazionali realizzato dall'università, le aspirazioni lavorative degli universitari italiani rispecchiano il trend rilevato negli ultimi anni: il mercato del lavoro cambia e professioni che un tempo apparivano di nicchia si riscoprono all'avanguardia, come il manager dell'arte. Tra i Paesi che danno maggior spazio a questa nuova professione, gli anglosassoni, coloro che hanno per primi coniato il termine di 'curator'. Seguono tedeschi, in ascesa, e francesi. Ma anche i manager dell'arte italiani partono per il mondo: un esempio fra tutti, Massimiliano Gioni, ma anche Marco Goldin, già docente Iulm, che è riuscito nell'impresa 'impossibile' di convincere il Mauritshuis Museum de L'Aia a lasciar uscire il capolavoro di Vermeer 'La ragazza con l'orecchino di perla' alla volta dell'Italia.