(Adnkronos) - A rischio anche il mobile veronese che è tornato ad essere gradito al mercato russo: nei primi nove mesi del 2013 l'export è aumentato del 35,9% a 18,2 milioni. Il mobile scaligero pesa per il 6,5% su totale dell'export verso la Russia. "Mi auguro che i due paesi trovino presto un accordo. Le conseguenze sul commercio con l'estero sarebbero pesanti - commenta Alessandro Bianchi, presidente della Camera di Commercio di Verona - ma anche sui flussi turistici verso Verona. Perderemmo un'importante quota dell'incoming turistico di lusso. Questo ulteriore fattore di incertezza per le aziende siderurgiche veronesi, poi, non ci voleva proprio, considerate le annose vicende della Riva Acciai e la difficile situazione in cui versa il settore". L'Ucraina è uno dei principali partner delle imprese siderurgiche veronesi. Il paese rappresenta l'ottavo mercato per importazioni a Verona e il 95,5% del flusso di merci in entrata è rappresentato da prodotti della siderurgia: 193,9 milioni di euro sui 203 complessivamente importati, nei primi nove mesi del 2013. L'anno prima erano 225,3, il 14% in più, sempre nei primi nove mesi. La lavorazione dei metalli è alimentata anche dalle importazioni russe. I prodotti della siderurgia rappresentano anche in questo caso la prima voce dei prodotti russi in entrata a Verona, l'82,3% del flusso totale di importazioni. A valore si tratta di 83,4 milioni di euro, in aumento dell'8,7% rispetto ai 76,7 dell'analogo periodo 2012.




