Roma, 9 mar. (Adnkronos/Labitalia) - Dalle pianure fertili del Giordano a quelle verdi delle colline del Trentino. E' il lungo viaggio che hanno intrapreso due giovani palestinesi, Fadi Batarseh e Laith Micheal Jamil Kokaly, per venire in Italia a studiare viticoltura ed enologia, per rinverdire una tradizione che nella loro terra affonda le radici nella tradizione biblica, ma che nei secoli si è persa fino quasi a scomparire: quella del vino. Fadi e Laith si sono ora laureati in viticoltura ed enologia alla Fondazione Edmund Mach di S.Michele all'Adige, che dal 2008 continua gli scopi e l'attività del locale Istituto agrario fondato nel 1874. E hanno deciso di tornare in Palestina, con una marcia in più per rinforzare e valorizzare i vitigni della cantina Cremisan, presso il monastero dei Salesiani, vicino a Betlemme. Dopo quattro anni in Trentino, sono dunque rientrati nei territori occupati e sono stati integrati nello staff tecnico della cantina che si trova al centro dell'iniziativa di cooperazione internazionale supportata dalla Provincia autonoma di Trento, con la supervisione tecnica della Fondazione Mach e la collaborazione dei Volontari per lo sviluppo internazionale e della Conferenza episcopale italiana. (segue)




