- L'export dei distretti veneti ha subito un rallentamento sui nuovi mercati dove hanno pesato la crisi russa-ucraina e gli arretramenti subiti in Iran. L'export verso i nuovi mercati ha comunque continuato a crescere grazie ai brillanti risultati conseguiti sul mercato cinese (Hong Kong e Cina insieme). Migliore è stato l'andamento sui mercati maturi e, in particolare, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Sono inoltre ripartiti altri due importanti motori per la crescita dei distretti veneti, la Germania e la Francia. I distretti del Friuli-Venezia Giulia. Nel secondo trimestre del 2014 l'export dei distretti del Friuli-Venezia Giulia, pur rallentando, ha continuato a crescere a ritmi superiori alla media italiana (+4,8% vs. +3,1%). Ancora una volta è stata trainante la componentistica e termoelettromeccanica friulana (+5,1%). Hanno mostrato un buon ritmo di crescita anche il mobile di Pordenone (+10,2%) e i vini del Friuli (+9%). Dopo la temporanea battuta d'arresto accusata nel primo trimestre, si sono poi riportati in lieve territorio positivo gli elettrodomestici di Pordenone (+2,6%) e i coltelli e le forbici di Maniago (+2,8%). Ha, invece, chiuso il secondo trimestre in calo il prosciutto di San Daniele che comunque, grazie a una buona apertura d'anno, ha mantenuto sostanzialmente stabili le sue esportazioni nei primi sei mesi del 2014. Hanno, infine, accusato un nuovo calo, seppur lieve, le vendite estere di sedie e i tavoli di Manzano.(segue)




