(Adnkronos) - "La riforma Fornero - ha detto ancora il segretario generale della Cgil Toscana nella relazione introduttiva - è stata vissuta trasversalmente come una ingiustizia e come un arretramento; nella manovra attuale del governo, ci sono cose che condividiamo: l'intervento sui redditi da lavoro dipendente sotto i 25mila euro, investimenti su casa, scuola e tutela dell'assetto idrogeologico, un messaggio su legalità e lotta alla corruzione, un trasferimento della pressione fiscale a svantaggio della rendita finanziaria, la riduzione del 10% dell'Irap, un'accelerazione del pagamento dei debiti della P.A. verso le imprese. Ora bisogna sostenere le ragioni dei nostri pensionati. Poi, non è chiaro dove si prendono le risorse. No al rischio che possa mancare un approccio redistributivo forte, e che i tagli pesino sui servizi o su ulteriori prelievi di risorse su chi ha già pagato". "Lucchini, Breda, il caso Prato, Mps: è necessario un pensiero nuovo per la Toscana. Altrimenti, si torna alla Toscanina o a una Firenzina. Serve una nuova piattaforma per il futuro della Toscana: industria, agroalimentare, ricerca, università, terziario, cooperazione. La Toscana - ha sostenuto Gramolati - dove non si affaccia un'imprenditoria capace di proporsi con nuovi progetti, è troppo piccola per permettersi di essere divisa. E ancora: si punti su cultura, tutela del territorio, infrastrutture, turismo che sia accoglienza e non il grand tour del torpedone selvaggio nelle città". Ci sono state caduta di capacità di governo, come sul Maggio Fiorentino. Ma non siamo noi a non volere le riforme, e non stiamo coi potenti del luogo, ma per le aggregazioni. Ci vuole coraggio, ma anche responsabilità. Occorre fare di Expo 2015, dove la Toscana ha 180 espositori, un'occasione di promozione", ha osservato tra l'altro Gramolati. (segue)




