(Adnkronos) - Il segretario toscano della Cgil ha poi offerto alcuni numeri sull'organizzazionee: 513 accordi nella contrattazione sociale, mentre nella contrattazione collettiva acquisitiva e difensiva dal 2010 al 2013 gli accordi sono stati 55mila e hanno coinvolto almeno 600mila persone. "Nei servizi individuali, sono venute da noi 2.870.000 persone. In quattro anni circa 3.500.000 di persone, quasi l'intera popolazione della Toscana, hanno cercato nella Cgil la soluzione ad un problema. Numeri enormi di fatica e impegno a difesa dei più deboli, che vengono omologati ai costi della politica come privilegi da abbattere". "Il modello sociale toscano ha retto - ha continuato Gramolati - lo dico ai confederali ma anche alle parti datoriali: funziona un modello basato sulla forza dei rapporti e non sui rapporti di forza. Anche se oggi i corpi intermedi sono vissuti sempre più con fastidio perché si vuole affermare una relazione diretta tra potere politico e cittadino in una deriva plebiscitaria. Ora la contrattazione va resa più più inclusiva: troppi restano esclusi. In tutto questo le Camere del Lavoro possono e devono tornare ad essere luoghi di incontro". "In questi anni difficili la Cgil Toscana è cresciuta fino a 511.863 iscritti, tra gli attivi 11.187 in più. Siamo la prima regione che ha dato ai Caaf una dimensione societaria regionale, e saremo i primi col bilancio certificato. Nella selezione servono meno rischi di discrezionalità che portano ad una verticalizzazione, sì a nuovo modello ancorato a criteri di competenza e conoscenza". (segue)




