(Adnkronos) - Poi Gramolati ha affrontato il tema del futuro dei giovani. "I governi europei hanno scaricato i problemi sulle nuove generazioni, infrangendo l'idea stessa di progresso: questo tema avrebbe meritato un dibattito più alto da parte del sindacato. Il piano del lavoro, l'esperienza di NidiL, la promozione di giovani in quota agli organismi direttivi, sono passi nella giusta direzione, ma non il traguardo. Le nostre politiche contrattuali devono essere il terreno dove si misura un salto di qualità, così come lo si è fatto nel Progetto Giovani Sì della Regione Toscana e come pensiamo di fare con il nostro Progetto Giovani". Infine il segretario toscano della Cgil e' intervenuto sul testo unico sulla rappresentanza. "Questa stagione ci lascia accordi separati diventati prassi, un arretramento delle condizioni lavorative, una deriva corporativa che ha colpito la rappresentanza. E' per questo e su questo che si sono realizzati gli accordi del 28 giugno, del 31 maggio e il Testo Unico del 10 gennaio. Non c'è dubbio che in questi atti c'è un cambiamento il cui perno sta in una cessione di sovranità dei sindacati a lavoratori e Rsu, in un equilibrio importante tra democrazia diretta e rappresentativa". "E' il giudizio della maggioranza dei lavoratori, col voto alle Rsu combinato con la misurazione finalmente certificata degli iscritti, che stabilisce la legittimità dell'atto negoziale. Ciò costringe ad un'azione più inclusiva. Preferisco pensare che il futuro del sindacato si giocherà su non sull'orgogliosa difesa dei nostri insediamenti sociali e professionali, ma nel campo aperto delle nuove professionalità. La crisi, anche laddove risolta, non sarà il ritorno al passato. Le discussioni sul Testo Unico sono giuste e legittime ma, come diceva mia bisnonna, poi votiamo e finiamola", ha concluso Gramolati.




