Milano, 18 mar. (Adnkronos) - "Sulla direttiva nitrati abbiamo gli elementi per rivedere le zone vulnerabili e, a sostegno di ciò, oggi abbiamo gli strumenti scientifici per dire che quelle aree, identificate in passato sulla carta e non con un'analisi reale, sono sbagliate". L'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava tocca - nel corso dell'assemblea annuale di Fedagri -Confcooperative Lombardia, il tema caldo dei nitrati, in vista di andare, la prima settimana di aprile, a Bruxelles, per presentare la nuova mappa delle aree vulnerabili (in cui il carico di azoto per ettaro/anno dovrà rimanere entro i livelli dei 170 chilogrammi, contro i 340 delle zone non vulnerabili). Aree che risulteranno inferiori di circa il 20-30 per cento rispetto alle attuali. "Ci siamo inseriti per difendere la zootecnia e rivedere la geografia delle 'Zvn' -spiega Fava - sulla scorta della cosiddetta 'norma deroga', che prevede che ogni quattro anni le Regioni possano rivedere le proprie zone vulnerabili. La Lombardia l'ha fatto, consapevole che il comparto allevatoriale debba essere tutelato e sostenuto, non accusato ingiustamente". Tuttavia, ammonisce Fava, "serve compattezza del mondo agricolo e del sistema. Nei giorni scorsi il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro ha dichiarato che la richiesta di deroga non può essere avanzata a Bruxelles dalla Regione Lombardia e si dice sicuro che il negoziato sarà condotto dallo Stato. Io non ne sono così sicuro, perché, se lo Stato italiano avesse voluto salvaguardare la zootecnia, l'avrebbe fatto prima". Più che verso Bruxelles, i timori di Fava vanno verso i Ministeri delle Politiche agricole e dell'Ambiente. "Credo che saranno loro a bloccare il negoziato -avverte - ma, a quel punto, sarà battaglia vera e voglio vedere da che parte staranno gli agricoltori".




