Padova, 19 mar. (Adnkronos) - "Tra i dossier più scottanti all'esame del governo Renzi ci sono i costi dell'energia e il taglio della bolletta per le Pmi. In attesa di schiarite sui provvedimenti, non si arresta l'escalation dei costi dell'energia per le imprese, con aumenti fino al 15-20% negli ultimi anni interamente dovuti agli oneri impropri, slegati dalla fornitura elettrica. Una zavorra che allarga il divario con l'Europa, con un differenziale di costi per le imprese nostrane fino al 43%". A lanciare l'allarme è il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin che sottolinea : "Nel 2013 il prezzo dell'energia all'ingrosso per la media tensione ha raggiunto i 63 euro per megawattora (MWh), contro i 37,9 della Germania, a cui vanno aggiunti oneri di sistema, accise e imposte che rappresentano in media il 55% sul totale della bolletta. Un livello che affossa ogni speranza di ripresa". "Il paradosso è che mentre il prezzo dell'energia all'ingrosso scende (-16,5% nel 2013 al netto di intermediazioni), l'incremento degli oneri impropri s'impenna: è passato dai 17,6 euro/MWh del primo trimestre 2010 ai 56,2 del primo trimestre 2014 per le utenze in media tensione, con un aumento del 218% in appena quattro anni. Solo la componente A3 (incentivi alle rinnovabili) è cresciuta del 273% (+22% nel 2013) e assorbe il 30% della bolletta. "Sono oneri fiscali e parafiscali che non hanno uguali in Europa - insiste Pavin - Il risultato è che le imprese chiudono". Da qui l'appello al premier Matteo Renzi e al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ad "agire subito, per riallineare le condizioni all'Europa. Bisogna ridurre di almeno il 30% le componenti parafiscali della bolletta per tutte le imprese manifatturiere rimodulando oneri e sussidi". (segue)




