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Energia: Confindustria Padova, subito un taglio del 30% (2)

domenica 23 marzo 2014
Energia: Confindustria Padova, subito un taglio del 30% (2)

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(Adnkronos) - "Va rivisto il sistema di incentivi alle rinnovabili - precisa il delegato di Confindustria Padova all'Energia, Alberto Marenghi - e operata una rimodulazione degli sconti che riduca i costi a tutte le imprese, in particolare le energivore, senza però gravare sulle altre com'è avvenuto con il decreto che ha istituito l'elenco energivori e introdotto da gennaio la componente tariffaria Ae spalmata su tutte le altre imprese. Il taglio degli oneri deve riguardare anche il gas metano". In attesa che il governo precisi le linee operative, le imprese fronteggiano da sole il caro-energia. Lo conferma il bilancio di esercizio 2013 di Padova Energia, il consorzio di acquisto di Confindustria Padova, che ha conseguito per le 290 aziende aderenti (con 460 stabilimenti serviti) una riduzione media dei costi di generazione dell'energia fra il 9 e l'11%. Dal 2000 ad oggi il risparmio cumulato è di 65,7 milioni di euro. Nel 2013 i consumi totali delle aziende aderenti sono stati di 628 milioni di chilowattora (+0,2%), per un fatturato di 102 milioni (+8%). Per il 2014 Padova Energia ha rinnovato il contratto di fornitura con Edison Energia (consumi superiori al milione di kWh), E.ON. Energia (consumi sotto quella soglia) e Metaenergia solo per le imprese il cui il rinnovo è avvenuto a novembre. "Sono risultati tra i più performanti nel libero mercato - sottolinea Stefano Griggio, presidente di Padova Energia tra i primi consorzi nati in Italia - In uno scenario di instabilità politica ed economica abbiamo assicurato alle imprese con consumi superiori al milione di kWh un risparmio medio sulla componente energia dell'11%, pari a 5,2 milioni, che salgono a 6,7 con gli altri gruppi di acquisto, un vantaggio che garantiremo anche nel 2014. È un impegno decisivo in favore delle Pmi, poco strutturate per negoziare su un mercato aggressivo, ma che compensa a malapena gli aumenti tariffari dovuti a una componente fiscale insostenibile. Il consorzio può incidere solo sulle voci di generazione, non sugli oneri impropri. L'obiettivo è estendere i vantaggi al maggior numero di Pmi, in attesa che la politica tagli oneri e accise".