(Adnkronos) - Nel 2014 l'economia dovrebbe mantenere un trend di debole crescita. Secondo le stime più recenti, il Veneto registrerà un incremento del Pil pari al +1%, in linea con quello del Nordest. L'aumento sarà determinato dalla dinamica positiva delle esportazioni (+3,3%) e dal recupero della domanda interna, evidenziato anche dall'accelerazione delle importazioni (+3,8%). Gli investimenti sono attesi in crescita del +1,3%, mentre meno marcata sarà la ripresa dei consumi delle famiglie (+0,4%). L'occupazione rimarrà invariata (+0,1%), mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe toccare l'8% in media d'anno. Fernando Zilio, presidente Unioncamere Veneto, sottolinea: "In un momento particolarmente difficile in cui sono in atto molte riforme e una spending review pesante, il Veneto sta dimostrando di aver saputo reggere. Grazie all'export la regione è rimasta la locomotiva d'Italia e le previsioni danno qualche speranza, anche se lo Stato non ci ha aiutato in questi anni. Confidiamo che le riforme in atto siano strutturali ma che non vadano a penalizzare chi lavora bene, perché la forbice non può tagliare buono e cattivo senza distinzione". "Le Camere di Commercio sono fondamentali, è vero che ricevono un contributo dalle imprese ma distribuiscono moltissimo. Nell'ultimo anno il sistema delle Camere di Commercio italiane ha investito 85 milioni di euro per favorire l'accesso al credito delle Pmi con un elevato effetto moltiplicatore - spiega - Ha organizzato 400 missioni commerciali all'estero per favorire le imprese nei processi di internazionalizzazione. Ha fornito a magistratura e forze dell'ordine più di 6,5 milioni di accessi al Registro Imprese per le proprie indagini di contrasto alla criminalità". "In un contesto caratterizzato da pubbliche amministrazioni che risaltano per inefficienza e sprechi, il sistema camerale è un esempio di sistema pubblico efficiente, che costa poco e funziona bene. Tornando ai dati, a fronte di un export che continua a trainare l'economia sbattiamo contro un mercato interno che arranca, avvitato su se stesso a causa dell'eccessiva tassazione, dei troppi vincoli e burocrazia, senza dimenticare la concorrenza sleale di alcune dinamiche globali che stanno penalizzando i mercati tradizionali", sottolinea.(segue)




