Trieste, 19 mar. - (Adnkronos) - Le rappresentanze sindacali dello stabilimento Wartsila della provincia di Trieste chiedono l'impegno della Regione per tutelare i posti di lavoro. Il presidente della II Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessio Gratton (Sel), ha auspicato un'audizione con il presidente di Wärtsilä Italia, Sergio Razeto, il quale è anche presidente di Confindustria Trieste. E' accaduto dopo che la II Commissione ha sentito in audizione le rappresentanze sindacali della Wärtsilä in merito al nuovo Piano industriale presentato dalla multinazionale finlandese, che in Italia ha il suo principale stabilimento in provincia di Trieste. Piano che prevede un esubero in Italia di 130 lavoratori. Nello stabilimento triestino lavorano attualmente 1150 dipendenti, nell'indotto circa 400 e negli ultimi tre anni c'è già stata un'importante riorganizzazione in Italia che ha portato alla chiusura di tre basi (Messina, Palermo e Civitavecchia) e al ridimensionamento del personale. Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, Wartsila è ricorsa alla cassa integrazione per un momentaneo deflusso di lavoro, già rientrato. L'azienda produce utili, non è in crisi e il piano, secondo le Rsu, risponderebbe a logiche di natura strettamente finanziaria. Il timore è che si voglia esternalizzare servizi non direttamente collegati alla produzione di motori (logistica e verifiche qualità) e portare all'indebolimento del sito triestino, rinfocolando i timori per il futuro e le prospettive dell'impianto, dell'indotto e del territorio. Le rappresentanze hanno indicato le contraddizioni del Piano industriale, ritenuto vuoto di contenuti, ma con la chiara intenzione di generare 60 milioni di risparmio. (segue)




