(Adnkronos) - Altri paesi, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Spagna, con all'incirca lo stesso incremento cumulato della spesa pubblica in rapporto al Pil dell'Italia (poco più del 5% nel periodo),hanno realizzato anch'essi tassi cumulati di crescita da tre a sei volte superiori quello italiano. Nel nostro paese, quindi, sottolinea Confcommercio, gli incrementi di spesa pubblica non sembrano produrre impatti significativamente positivi sulla crescita, sia perché si traducono quasi esclusivamente in spesa corrente che in parte fluisce come redditi verso il resto del mondo via importazioni di beni e servizi e in parte si disperde in forme di spreco e di malversazioni, sia perché sotto il vincolo stringente di bilancio determinano un continuo inasprimento della pressione fiscale che opera come stimolo negativo dal lato dell'offerta, comprimendo i fattori produttivi classici, capitale e lavoro, sia perché, infine, genera il noto effetto di spiazzamento sugli investimenti privati. Una corretta e incisiva spending review può dunque essere la sola strada per liberare risorse da utilizzare nella riduzione del carico fiscale.




