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Alimenti: Fava, banche sostengano agroalimentare di qualita'

domenica 29 giugno 2014
Alimenti: Fava, banche sostengano agroalimentare di qualita'

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Milano, 23 giu. (Adnkronos) - "A fine settembre avremo i 28 ministri dell'Unione europea a Milano, con una nuova Commissione, un Parlamento rinnovato, un posizionamento diverso. Bene, rinnovo il mio invito al ministro Martina, col quale ho un rapporto costruttivo, affinché si ponga con forza la questione della tutela dei prodotti tipici proprio al Consiglio informale dei ministri agricoli dell'Ue. Poi ne discuteremo anche nell'ambito di Expo, ma partiamo subito". Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, intervenendo a Mantova alla tavola rotonda organizzata da Monte dei Paschi di Siena, nell'ambito del Primo forum Dop Parmigiano-Reggiano e Grana Padano. "Ho già incontrato il commissario generale della Commissione europea per Expo, David Wilkerson, per spiegare il valore del protocollo anti-contraffazione - afferma Fava -. Ha compreso l'obiettivo, ma dobbiamo andare avanti, sfruttando anche la presidenza italiana in questo semestre europeo che si inaugura il prossimo luglio". La prima mossa a tutela dei marchi Dop e Igp, infatti, secondo l'assessore lombardo va giocata in sede europea. "È in Europa dove incontriamo le prime difficoltà e alcune divisioni, ma se lavoriamo con impegno poi potremo compire un passo successivo e altrettanto fondamentale il prossimo anno - dichiara Fava - perché ad Expo ci saranno 144 Paesi, che equivalgono al 95% della popolazione mondiale". "Se ascoltiamo Oscar Farinetti fondatore di Eataly - dice ancora Fava - che invita ad abbandonare il sistema delle Dop, abbiamo sbagliato tutto. Va bene ripensare in parte il modello, perché così non funziona a dover, ma se andiamo sul mercato mondiale con un prodotto indifferenziato mondiale, ne usciremo perdenti". E se si vuole raggiungere "quota 50", cioè portare la percentuale dell'export di Parmigiano-Reggiano e Grana Padano al 50% delle esportazioni totali entro il 2020, dall'attuale 34%, serve il sostegno del credito.