(Adnkronos) - "L'attuale attività agricola - aggiunge Tapparo - disperde nell'ambiente grandi quantità di questi insetticidi che, essendo sistemici, solubili in acqua e mobili nell'ambiente, estendono la contaminazione ben oltre l'area coltivata o la coltura trattata. Concentrazioni tossicologicamente rilevanti sono spesso riscontrate nei suoli, nelle acque sotterranee e superficiali e nella vegetazione (anche quella non direttamente trattata con l'insetticida). Molteplici sono pertanto gli organismi (sia acquatici che terresti) cronicamente esposti a dosi non trascurabili di questi insetticidi, con possibili ripercussioni negative per gli ecosistemi contaminati". Secondo il ricercatore padovano poi "gli insetti impollinatori (api, bombi e molti altri, che svolgono un importante funzione sia per l'agricoltura e sia per il mantenimento della qualità ambientale) possono essere direttamente esposti (di fatto lo sono frequentemente a causa di pratiche agricole che sottovalutano tali effetti) a quantità massicce di insetticida che possono determinare la morte della colonia (o di una parte) in poche ore. Il caso più eclatante riguarda le api bottinatrici che possono venir direttamente contaminate in volo dalle polveri emesse dalle seminatrici pneumatiche durante la semina delle sementi conciate: la pellicola di insetticida che ricopre il seme si erode nel corso delle operazioni di semina producendo (è il caso della semina del mais) un particolato letale per le api bottinatrici che si trovassero a volare nei pressi della seminatrice". (segue)




