Milano, 10 giu. (Adnkronos) - Nei primi cinque mesi del 2013 hanno perso il lavoro in Lombardia 3.700 operai metalmeccanici. A quantificarne il numero la Fiom Cgil Lombardia. "Cifre raddoppiate rispetto ai licenziamenti del 2012. La Regione - chiede Mirco Rota, segretario generale - intervenga per estendere i contratti di solidarieta'". I dati, che evidenziano un incremento del 46% dei posti persi rispetto allo stesso periodo nel 2012, sono stati raccolti tramite le liste di mobilita' compilate dai centri per l'impiego delle diverse province lombarde. Nei primi cinque mesi dello scorso anno, i licenziati erano arrivati a 2.520 circa. La provincia piu' colpita e' quella di Bergamo con 727 posti di lavoro persi e un incremento del 161,5%. Milano in percentuale arriva al 48,5% ma in numeri assoluti a 1.151 posti persi. Anche a Varese la situazione e' grave con 241 licenziati e un aumento del 173,9%. "Continua - aggiunge Mirco Rota - l'aumento dei licenziamenti in Lombardia, soprattutto nelle medie e grandi imprese. Questo rende evidente che non si e' fatto quasi nulla fino ad oggi per trovare una soluzione. Se non si stimola la ripresa, il numero dei licenziati e' destinato a crescere, e la soluzione non e', come vorrebbe il Governo, una maggiore flessibilita' del mercato del lavoro". In particolare, il segretario generale di Fiom Cgil Lombardia chiama in causa la Regione: "Come abbiamo chiesto piu' volte - precisa - serve un provvedimento che renda piu' facilmente estendibili i contratti di solidarieta', strumento che permette di mantenere i posti di lavoro. Constatiamo invece che, nonostante l'urgenza, sia sul piano locale che nazionale si continua - conclude - a discutere di altri temi, mentre del lavoro e dell'occupazione sembra non importare nulla".




