Ischia, 15 giu. (Adnkronos) - "Anche le societa' pubbliche possono fallire in caso di insolvenza e dissesto. La giurisprudenza, di merito e di legittimita', attraverso alcune sentenze che hanno applicato un'interpretazione estensiva (che riguarda la natura privatistica delle societa' piuttosto che la loro forma giuridica), ha evidenziato questa possibilita'". Lo ha detto Maurizio Corciulo, vicepresidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nel corso della seconda giornata di lavori del forum "Crisi ed insolvenza delle societa' private e pubbliche", organizzato a Lacco Ameno dall'Ordine partenopeo, guidato da Vincenzo Moretta, . "Si tratta - ha continuato Corciulo - di un'interpretazione che puo' avere un impatto considerevole, perche' il dissesto degli enti pubblici equivale all'insolvenza della legge fallimentare. E' un argomento molto dibattuto, perche' esistono anche sentenze che, al contrario, dicono che le societa' pubbliche non sono soggette a fallimento". Secondo Salvatore Palma, consigliere dell'Ordine e assessore al Bilancio del Comune di Napoli, "bisogna agire con cautela perche' mettere in crisi le societa' pubbliche significa limitare i servizi sociali a favore della collettivita'. Oggi si tende ad una contrazione delle partecipate, ma la verita' e' che negli anni precedenti non si e' dato il giusto controllo alla loro proliferazione". Al forum hanno partecipato il presidente dell'Ordine dei commercialisti di Palermo Fabrizio Escheri; i docenti Stefano Ambrosini e Francesco Fimmano'; i magistrati Aldo Ceniccola e Angelo Del Franco; l'avvocato Alberto Marino; Claudio Battistella, responsabile della Direzione Centrale Credito Problematico di Intesa SanPaolo.




