Venezia, 16 nov. - (Adnkronos) - "La pressione fiscale non mostra segni di riduzione: nel complesso dal 2013 al 2016 rimane intorno al 44%, e lo dicono i documenti ufficiali del ministero dell'Economia". A lanciare l'allarme è Mariano Bella responsabile dell'ufficio studi di Confcommercio, che dal Forum dei Giovani di Venezia spiega: "Secondo una elaborazione del Cer su dati del ministero dell'Economia infatti si va dal 42,6% del 2011 al 44% del 2012, al 44,3% del 2013, al 44,2% del 2014, al 44,0% del 2015, al 43,7% del 2016, con pochi decimali di punto di differenza. Non solo, questi dati sono ricavati utilizzando le previsioni del governo che sono le piu' favorevoli rispetto alle nostre e quindi bisognerà vedere come andranno veramente le cose". "Le ragioni di questa nostra forte preoccupazione per la mancata crescita ci sono quindi -sottolinea Confcommercio- ed è per questo che non capiamo chi indica la legge di stabilità come taumaturgica". "E ancora, la pressione fiscale va cosi' - secondo Confcommercio - perchè crescono i volumi complessivi di imposte, tributi e contributi: dai 690 miliardi del 2013 si passa ai 770 del 2017, con ben 80 miliardi in piu' di tasse. Ed anche la spesa totale nello stesso periodo cresce di 50 miliardi, ma non vi sono investimenti aggiuntivi". Cosi', per Confcommercio non ci sono dubbi: "la pressione fiscale rimane a livelli insostenibili e incompatibili con qualsiasi ipotesi di ripresa ed è per questo che non possiamo avere una visione favorevole sulle prospettive future del Paese".




