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La crescita globale ora può ripartire anche grazie all’IA

o scenario socioeconomico internazionale convive con due realtà contrapposte, ma connesse tra loro: da una parte il pericolo inflazione e dall’altra la speculazione
di Bruno Villoissabato 27 giugno 2026
La crescita globale ora può ripartire anche grazie all’IA

3' di lettura

Lo scenario socioeconomico internazionale convive con due realtà contrapposte, ma connesse tra loro: da una parte il pericolo inflazione e dall’altra la speculazione. L’una e l’altra si nutrono di varie componenti tra cui spicca l’IA. L’inflazione in Europa si sta incamminando a superare il 3%, negli Usa il 4%, con la differenza che in Eurolandia la crescita del Pil è inferiore di un punto, mentre negli Usa guarda ai 2 punti e mezzo. La speculazione, a sua volta, ha sempre più frecce per colpire dove il ventre è più molle Europa - e galvanizzarsi dove il mercato finanziario regolamentato è mega galattico, il Nasdaq. La più grande e redditizia banca del globo, la JP Morgan, si sta riposizionando e, dopo aver lanciato un alert tramite il suo numero uno, Dimon, sul rischio crisi sistemica, conclamatosi con la volatilità della nuova quotata di Elon Mask - Space X - ora ha invertito la rotta e si lancia in previsioni ottimistiche sull’economia, secondo le quali il suo rallentamento dovuto alla guerra Usa -Iran è già alle spalle e gli indirizzi economici sono orientati a processi espansivi, sia negli Usa sia in Europa, grazie all’attivazione di una nuova fase di investimenti. Un potenziale di crescita prima criticato dovuto all’IA e ora riconosciuto a ruolo di primo propulsore mondiale. Il motore che non s’è mai fermato, durante i 100 gg di guerra, è stato quello dell’enorme comparto tecnologico, la cui ultima sfida potrebbe abbinarsi a quella dell’IA è quella della computing quantistica.

A confermare il nuovo ottimismo è stata la stagione del I trimestre dell’anno che ha evidenziato una solida crescita. Importante sarà saper distinguere i rischi derivanti dal surplus di debito per finanziare la tecnologia, dalle opportunità minimizzando i primi e velocizzando le seconde per finanziare gli investimenti nella catena del valore dell’IA. Uno scenario ottimistico ridipinto da JP Morgan che debella un rischio sistemico dovuto al private market, ritenendo ora che il comparto goda di adeguata liquidità. Infine, ad ulteriore supporto, c’è il rilancio del dollaro sull’euro, rivitalizzato durante la crisi medio orientale, anche in ragione di una nuova politica monetaria della Fed. Infine dopo lo scricchiolio della quotazione di Space X, così rumoroso da far pensare a un rinvio al 2027 per OpenAI e Anthropic. Diventa necessario che JP, a cui seguiranno sicuramente gli altri big del credito Usa, dichiari di essere favorevole agli investimenti sugli asset rischiosi, quotati al Nasdaq, ossia quelli tecnologici, adducendo che per il biennio in corso l’inflazione resterà la variabile più imprevedibile, ma che un’esposizione a investimenti alternativi potrà aumentare la resilienza dei portafogli. Saggia e condivisibile posizione quella assunta da Jp Morgan, che esclude una bolla finanziaria, derivante essenzialmente dai tecnologici.

Rallentare la crescita tecnologica Usa favorirebbe quella cinese e alimenterebbe uno smottamento sociale pari a quello della crisi sistemica del 2008, che costò il posto di lavoro a milioni di americani, ma pure di europei, e obbligò gli Stati ad aumentare il debito pubblico per sanarne effetti negativi. Importante è che Eurolandia trovi, nonostante il nuovo ciclo inflattivo, le condizioni per lanciare un piano comune di investimenti sulla falsariga di quello lanciato durante il Covid, il Next Generation Eu, pacchetto di stimoli di ben 800 miliardi di euro, utili ancor oggi per sostenere il Pil di buona parte degli Stati Ue.