(Adnkronos) - Nel Mezzogiorno la disoccupazione continua ad essere un problema autoctono di dimensioni drammatiche, nelle regioni tradizionalmente più ricche di opportunità lavorative la disoccupazione ha assunto, in questi ultimissimi anni, un volto sempre più vistosamente "multietnico". Nelle province del Nord si concentra più del 60% della disoccupazione straniera, e nella ripartizione Nord Ovest quasi un disoccupato su quattro è straniero. Inoltre, mentre le donne straniere continuano ad essere le più colpite dalla disoccupazione, se guardiamo all'evoluzione intervenuta tra il 2011 e il 2012, è la componente maschile ad avere registrato, nell'ambito di specifici contesti territoriali, un vero e proprio tracollo. Nel Mezzogiorno, l'aggravamento del tasso di disoccupazione per gli uomini immigrati è pari addirittura al 43,6%, ovverossia di 13 punti superiore a quello, certo non modesto, che ha colpito i lavoratori autoctoni. Nel "mitico" Nord Est, invece, il tracollo accomuna italiani e immigrati (40,2% l'incremento del tasso di disoccupazione registrato tra i primi, 42,2% tra i secondi) e questo spiega perché, nonostante il consistente differenziale nei tassi di disoccupazione (pari al 12,4% per gli stranieri, ma "solo" al 4,9% per gli italiani), sia proprio in questa ripartizione territoriale che la percezione collettiva del ruolo dell'immigrazione e del suo impatto sul mercato del lavoro rischia di modificarsi nella maniera più drastica. Il più drastico calo di occupati stranieri si registra nell'industria e nell'edilizia. Le assunzioni programmate nel 2012 si sono ridotte a un quarto rispetto a quelle del 2007, passando da 227.580 a 60.570, per oltre due terzi concentrate nei servizi e nel turismo. E' diminuita soprattutto l'incidenza degli stranieri: nel 2007 era il 27% (il 26,9% nell'industria), mentre nel 2012 è il 14,9% (di cui solo il 12% nell'industria). Vuol dire che i settori che nell'ultimo decennio sono stati calamita di manodopera straniera (l'industria e le costruzioni) ora registrano un'inversione di tendenza con un calo della richiesta di manodopera straniera del 48% nell'industria e del 38% nelle costruzioni. (segue)




