Roma, 15 dic. (Adnkronos)- La web tax "allontana gli investitori stranieri dall'Italia perchè così si cambiano le regole solo da noi" ed è "incredibile che l'emendamento alla legge di Stabilità sia stato approvato dalla Commissione Bilancio della Camera perchè c'è un evidente lesione del quadro comunitario. Sappiamo che anche il Tesoro ha dato parere contrario". Lo afferma il presidente di Confindustria digitale, Stefano Parisi, intervistato dall'Adnkronos. "Questa norma, se fosse approvata, ci farebbe fare una brutta figura a Bruxelles, proprio nel periodo di presidenza italiana" osserva Parisi, ricordando che proprio l'Ue ha istituito "una task force per la fiscalità sul web che si esprimerà in autunno, sotto il semestre italiano. Allora perchè non aspettare". Parisi, inoltre, sottolinea che la norma "voluta dal presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, entrerà in vigore a gennaio 2015 a livello comunitario e dirà che l'aliquota Iva si paga nel Paese di destinazione con un criterio unico per tutti gli Stati membri". "Allora -ribadisce- perchè non aspettare". "Siamo davvero esterrefatti e ci appelliamo al Commissario straordinario per l'Agenda digitale, Francesco Caio" prosegue il numero uno degli industriali dell'It. Si doveva semmai, incalza, "fare esattamente il contrario di quanto prevede la web tax, si doveva favorire sul piano fiscale le piattaforme europee, non penalizzare quelle Usa". Parisi ricorda "le recenti affermazioni del premier Enrico Letta sulla necessità di dare slancio all'Agenda digitale italiana", eppure, sottolinea, "in tre giorni il Governo ha dato un bel colpo" anche "con l'esclusione degli e-book che pagano il 22% di Iva dalle detrazioni fiscali".




