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Auto: Unrae, con crisi Italia diventa quarto mercato europeo

domenica 24 febbraio 2013
2' di lettura

Roma, 19 feb. - (Adnkronos) - La crisi del mercato automobilistico investe l'Europa nel suo complesso ma pesa particolarmente sull'Italia, che scivola al quarto posto tra i major markets per volume di immatricolazioni, scavalcata dalla Francia. E' l'analisi dell'Associazione delle case automobilistiche estere in Italia (Unrae) sui dati diffusi oggi dall'Acea, secondo cui a gennaio le vendite di auto nei 27 Paesi Ue piu' quelli Efta sono scese dell'8,5% su base annua. "Che l'auto sia in sofferenza in modo trasversale e' confermato dal fatto che solo 12 Paesi fanno meglio della media europea, che e' sorretta soprattutto dal Regno Unito, senza il cui contributo il calo dell'Europa sarebbe dell'11,5%", rileva l'Unrae. "Con l'esclusione del mercato inglese, ci sono solo 8 Paesi con il segno positivo che sostengono appena il 15% dei volumi dell'Europa nel suo complesso". La Germania, primo mercato europeo, cede a gennaio l'8,6%, ma le associazioni di categoria rimangono certe che nel 2013 si possano superare i 3 milioni di vetture. Per la Gran Bretagna il +11,5% rappresenta il terzo mese, degli ultimi quattro, con un incremento a doppia cifra, e l'11/ma crescita consecutiva. Grazie agli incentivi alla rottamazione, in Spagna, dopo 30 mesi consecutivi di flessioni (ad eccezione dell'agosto 2012, a causa dell'anticipo di acquisti dovuto all'incremento dell'Iva), le vendite di auto a privati sono cresciute in gennaio del 7%, nonostante il mercato complessivo abbia registrato un -9,6% e sia tornato ai livelli di 25 anni fa. La Francia non inizia l'anno con un'inversione di tendenza, ma al contrario perde il 15,1% scendendo ai volumi piu' bassi dal 1997. L'Italia, afferma il direttore generale dell'Unrae Romano Valente, "ha da superare la tipica incertezza pre-elettorale, ma deve confidare che il nuovo esecutivo, attraverso idonei interventi di riduzione della pressione fiscale sulle famiglie, riesca a generare una nuova e piu' favorevole propensione verso i consumi".